Pd: una riflessione sul voto di Spezzano Sila ( da Presila, n. 328 -giu-lug 2016)

Il voto del 5 giugno nella Presila è stato certamente in controtendenza rispetto al dato complessivo elettorale di Cosenza città e della Calabria. A Spezzano Sila, in particolare, il PD, rappresentato dalla lista vincente di Salvatore Monaco con il 40,02% dei suffragi, corrispondente a 1250 voti, e da quella di Pietro Lecce con il 37,30%, e 1165 voti, fa il pieno dei consensi con il 77,32 % e 2.415 voti, costringendo la storica opposizione della “destra” a rimanere nella media dei numeri e delle percentuali di sempre: la lista “Impegno Comune” di Pietro Spizzirri con il 22,67%, e 708 voti, conferma infatti il centro destra ai valori consueti. Le aspettative per la vittoria di Pietro Lecce c’erano tutte. Era ben fondata l’impressione che la parte più attiva e tradizionale del Pd sembrasse orientata verso la lista di «Unità Democratica», la cui composizione non appariva inadeguata rispetto alle altre due in competizione. Un dato è stato però sottovalutato: l’apporto di voti di IDV di Mario Caligiuri (una alleanza di fatto mai discussa e stabilita dal circolo Pd), che nella lista ha inseriti il figlio Mattia e altri candidati a lui vicini che hanno significato almeno oltre 300 voti sui complessivi 1.250 della lista «Progetto Democratico». Il solo Mattia Caligiuri, figlio di Mario, ne ha ottenuti 169, cioè il doppio dei voti che hanno determinato la vittoria di Monaco. Detto questo, se la rozzezza non ha preso il sopravvento, bisogna rilevare che il risultato elettorale di Spezzano Sila può significare per il Pd una eccezionale opportunità. Dissenso, divisioni, rapporti deteriorati, che dir si voglia, ma il Pd che ai avvicina al 70 per cento è veramente un dato da record nazionale. Quindi una riflessione, non rivolta ai buzzurri che circolano numerosi, costituenti le tifoserie motivate dal nulla o da qualche briciola di interesse; non rivolta a chi ritiene il cervello un semplice riempitivo del cranio; non rivolta ai professionisti del rancore ritenuto un gioiello di famiglia da ereditare e che impone anche oltraggio ai rapporti umani, ma una riflessione rivolta a chi considera la battaglia politica un confronto leale di idee e di visioni diverse della realtà e delle prospettive di crescita della comunità e che considera l’impegno politico come contributo personale per una giusta e generale soluzione dei problemi, a prescindere dal proprio tornaconto personale. A questi eventuali, ma esistenti in gran numero, reduci della buona politica vorremmo porre una domanda: cosa ne faremo di questa enorme forza che il Pd ha espresso a Spezzano Sila ? Soprattutto importante se messa a confronto con la storica batosta che il Pd ha subito nella vicina Cosenza e che ha costretto il prode segretario Guglielmelli a consolarsi col suono di una grancassa alla festa di Spezzano anzicchè far perdere le proprie tracce. Ma a parte queste note di colore, la domanda è tutt’altro che retorica. E ci sembra questo l’elemento che, messe da parte le polemiche e le contrapposizioni amministrative, deve essere valutato in rapporto al ruolo politico che si vuole assegnare a questo centro presilano che mostra tutte le caratteristiche per riassolvere un ruolo importante nel comprensorio e nella provincia cosentina. Questo non vuol dire, ovviamente, sottacere i rischi, ben visibili, di inquinamento, di opportunismi che fanno considerare il Pd come un contenitore indifferente di storie politiche marcate negativamente nella vicenda democratica del nostro comune. Nè sfugge all’attenzione il rischio di un partito che può smarrire le peculiarità che le sono state trasmesse da decenni di lotte e di impegno civile; che possa, insomma, perdere il «suo sentimento» come efficacemente ha definito l’essenza del Pd l’attrice Sabrina Ferilli in una bella intervista. Ma tutto questo deve appartenere al confronto politico, sia pur aspro, ma legittimo e necessario in un grande e plurale partito. A.F.